Borghetto, caratteristico borgo medievale nel centro storico della città e a cui si accede dal Ponte Vecchio antico ponte Romano che attraversa la Dora Baltea. Questo è anche il percorso della Via Francigena che da Canterbury portava a Roma e costituiva in epoca medievale una delle più importanti vie di comunicazione europee, itinerario seguito dai pellegrini dell’Europa del centro nord, per raggiungere Roma, sede del Papato e cuore della Cristianità. Quella che oggi si conosce come Via Francigena è l’itinerario di 1600 km. (80 tappe – Ivrea è annotata come 45°) percorso in 79 giorni dall’Arcivescovo Sigerico nell’anno 990 per ritornare a Canterbury da Roma dopo l’investitura del Pallio Arcivescovile da parte del Papa Giovanni XV.
Il termine Tuchino deriva dal Fenomeno del Tuchinaggio termine con cui si definisce la rivolta che avvampò in Canavese tra il 1386 e il 1391, segnando una svolta decisiva nelle condizioni socio-economiche del territorio e nella vita delle popolazioni.
Ivrea, saldamente in mano al Vescovo e ai Savoia, fu il vero caposaldo della lotta antituchina.
La motivazione della rivolta non è storicamente documentata, ma ben radicata nella tradizione, che racconta la reazione contro il diritto di passare la prima notte di nozze con la sposa rivendicato dal castellano Giovanni di Montalenghe.
Sicuramente l’azione dei tuchini va collegata alle ribellioni ghibelline contro i Savoia ed ebbe il sostegno dei Marchesi di Monferrato che colsero l’occasione di contrastare i savoiardi San Martino. È certo che le rivendicazioni tuchine ebbero origine a Brosso, che possedeva una ricca miniera ferriera, e poi trovarono fertile terreno nelle aree interessate alle attività estrattive e alla lavorazione dei metalli. Da ciò la tesi che i tuchini esprimessero la protesta dei minatori contro lo sfruttamento feudale.

La nostra famiglia da sempre ha amato il Carnevale di Ivrea e vi ha partecipato attivamente, Pietro il papà di Antonio fu uno dei primi Cavallanti di Ivrea e nei primi anni del dopoguerra con le sue quadriglie di cavalli stornelli realizzò dei carri che hanno fatto la storia del Carnevale di Ivrea. Abbiamo voluto dedicare a lui i nomi delle nostre camere prendendo spunto dai carri che negli anni tra il 1949 e il 1954 realizzò. Ecco quindi il Cigno nel 1949, il Castello nel 1950, il carro che ricordava il nostro Castello di Ivrea delle 4 Torri e poi il Drago nel 1954.